ChatGPT genera testi di ogni tipo, da una semplice email a un articolo di blog, ma usarlo bene per il marketing della propria attività richiede più che copiare e incollare la prima risposta. Ne parliamo anche in modo più ampio nell'articolo su web marketing e intelligenza artificiale: qui vediamo nello specifico come scrivere richieste efficaci, dove ChatGPT aiuta davvero, e quali sono i suoi limiti.
La qualità di quello che genera ChatGPT dipende soprattutto da quanto è specifica la richiesta, il cosiddetto prompt. Una richiesta vaga come "scrivimi qualcosa sul mio prodotto" produce un testo generico; una richiesta che specifica il pubblico, il tono di voce desiderato e le informazioni da includere produce un risultato molto più utile, da rifinire ma non da riscrivere da zero.
Per un'attività locale, aggiungere sempre il contesto specifico, la città, il tipo di cliente, il tono che vuoi usare, fa una differenza enorme rispetto a una richiesta generica.
Le bozze di contenuti sono l'uso più immediato: post social, descrizioni prodotto, prime versioni di articoli da rifinire con il proprio tono di voce, un lavoro che si intreccia con quanto raccontiamo nell'articolo sul copywriting SEO. Aiuta anche a generare idee quando manca l'ispirazione, per esempio una lista di argomenti per il blog partendo da una parola chiave specifica del proprio settore, o a personalizzare comunicazioni ripetitive, come email di benvenuto o risposte alle domande più frequenti, risparmiando tempo su attività che altrimenti richiederebbero di scrivere da zero ogni volta la stessa cosa.
ChatGPT non ha sempre accesso alle informazioni più recenti, quindi su argomenti che cambiano rapidamente, prezzi, normative, disponibilità di un prodotto, le risposte possono essere superate anche di poco. Può anche generare informazioni sbagliate presentandole con sicurezza, quindi qualsiasi dato o affermazione specifica andrebbe sempre verificato prima di pubblicarlo. Per questo resta uno strumento di supporto, utile per accelerare la prima stesura, non un sostituto della revisione umana.
ChatGPT può scrivere in italiano corretto per un pubblico locale?
Sì, l'italiano generato è generalmente corretto, ma il tono può risultare neutro o poco naturale se non specificato: vale la pena chiedere esplicitamente un registro colloquiale o formale, a seconda di come parli davvero ai tuoi clienti.
È sicuro condividere dati sui clienti per generare contenuti personalizzati?
Meglio evitare di inserire dati sensibili o identificativi nei prompt: per personalizzare un contenuto bastano informazioni generiche, come il tipo di cliente o l'occasione, senza bisogno di nomi o dettagli specifici delle persone reali.
Conviene usare la versione gratuita o quella a pagamento?
Per iniziare, la versione gratuita è spesso sufficiente per le esigenze di una piccola attività: vale la pena valutare un piano a pagamento solo se il volume di contenuti da produrre cresce molto, o se servono funzioni più avanzate.
Usiamo anche noi strumenti di intelligenza artificiale per velocizzare alcune fasi del lavoro, ma ogni testo che pubblichiamo per un cliente passa da una revisione umana prima di uscire: un contenuto generato e pubblicato senza controllo si riconosce, e rischia di comunicare informazioni imprecise proprio nel momento in cui un cliente si affida a te. Scopri come lavoriamo sui contenuti.